BIVIANO GIACOMO

PERCHE' MI CANDIDO...
La mia
candidatura nasce dalla condivisione di un percorso
nuovo, giovane, non solo nelletà ma
soprattutto nelle idee e nella progettualità.
Nasce dalla
voglia di cambiamento, di vedere i giovani, di cui
tanto si parla in occasione delle amministrative,
impegnati seriamente in politica a sostegno della
realtà in cui viviamo, perchè è arrivato il tempo
di smetterla di far pensare solo gli altri quando noi
abbiamo la capacità di farlo.
Nasce dalla
convinzione che linsieme degli interessi
particolari non rappresenta mai linteresse
della collettività.
Nasce dalla
consapevolezza che la politica è morale solo quando
il potere viene usato dai cittadini eletti a favore
dei cittadini elettori che glielo hanno conferito.
Nasce dal lavoro
condiviso e portato avanti insieme a tante ragazze e
ragazzi che hanno scelto di dire basta alla politica
del favore e del clientelismo e che
vogliono combattere quella mentalità fin troppo
radicata dei diritti che diventano favori e delle
metodologie clientelari che diventano regole.
Nasce perchè
crediamo nel progetto politico che vuole dimostrare
che è ancora possibile che la politica sia strumento
di civiltà e di promozione dinteressi sociali
condivisi.
Per me, come
diceva Berlinguer, la politica è soprattutto
il piacere di risolvere i problemi degli altri,
lalternativa allapatia,
allarrendevolezza, al subire le scelte senza
intervenire.
Questi sono i
valori nei quali credo, senza i quali non è
possibile giungere ad alcunché di positivo e di
utile per la collettività.
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PAOLO ARENA

PERCHE' MI CANDIDO...
Odio
gli indifferenti: sono partigiano, vivo, sento nelle
coscienze virili della mia parte già pulsante
lattività della città futura che la mia parte sta
costruendo.
Leggo questo virgolettato di Antonio Gramsci su un
articolo del manifesto e trovo la risposta alla domanda
che mi pongono da un po di giorni: Perché ti
candidi?
Perché non voglio essere indifferente.
Perché mi guardo attorno e osservo, ascolto, tocco con
mano lo schifo che si consuma ogni giorno nelle nostre
isole; vedo il clientelismo dilagante; vedo
lambiente svenduto e sacrificato sullaltare
del Dio Denaro; vedo il capitale umano giovane sprecato e
costretto ad emigrare per garantirsi un futuro.
E vedo lindifferenza, lincapacità o, peggio,
la complicità della classe dirigente.
Mi candido perché non voglio restare passivo a tutto
questo e perché vedo crescere nelle coscienze
della mia parte un progetto nuovo, vedo la
voglia di fare, di lavorare e mettersi al servizio della
comunità.
Vedo una speranza.
Mi candido perché anche io voglio partecipare, con la
mia (ancora piccola) esperienza e le mie (quelle, si,
grandi) energie, al cambiamento che la mia
parte vuole mettere in atto.
In prima fila per costruzione della città
futura.
Paolo Arena
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